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giovedì 18 novembre 2010

La storia di Andre´Penner, una parabola dei nostri tempi ( II )

Seconda puntata di una storiella sulla crisi economica scritta da John Butler uno dei piu´importanti esperti al mondo di economia e finanza ( la prima puntata la trovate qui)  



Almeno c´era ancora una forte domanda per il pane povero, questa ragione porto´alla continuita´ dell´attivita´nonostante un drastico livellamento dei profitti. Questo periodo di crisi duro´due anni. Alla fine La panetteria di Yeoville non fu mai a serio rischio di fallimento in gran parte grazie alla pronta reazione di Andre´.
Ma fu un periodo molto duro che insegno´ molte importanti lezioni ad Andre´. 
Quando senti´che i tempi difficili erano andati via e si rese conto di un nuovo stabile aumento di domanda ritorno´alla sua passione di produrre il pane e le delizie Europee e cosi´riassunse gran parte dei suoi vecchi lavoratori che nel frattempo si erano dovuti arrangiare a fare lavori di poco conto. 
L´attivita´riprese a crescere di nuovo ma questa volta Andre´era un imprenditore molto piu´cauto e meno appassionato e visionario. Certo, anche questa volta si era arrischiato ad investire i suoi risparmi, ma questa volta aveva deciso di farlo con piu´cautela e con la sicurezza di poter essere piu´flessibile e veloce nel ridurre le operazioni nel caso cambiassero improvvisamente le circostanze come nella passata crisi

Ma dobbiamo aspettare tre decenni per vedere come le cose diventarono molto piu´cattive. Non ci fu solo una recessione, questa volta dobbiamo considerare come le tasse e tutti i regolamenti che erano stati adottati dalla politica rendevano molto piu´costoso mantenere un´attivita´commerciale. Nonostante Andre´ si fosse mantenuto cauto e non si fosse allargato con il negozio,  aveva dovuto assumere ben tre ragionieri solo per gestire tutta la regolamentazione ora richiesta dal Governo
Ora il Ministero dell´Agricoltura era molto attivo nel controllare l´importazione di grano e farina di bassa qualita´dall´ estero o cio´che loro chiamavano “ irregolarita´” come se Andre´e la sua squadra di collaboratori non fossero in grado da se stessi di controllare adeguatamente la merce che acquistavano dai propri fornitori.
Il Ministero del Commercio occasionalmente imponeva tasse all´importazione delle forniture estere a causa di quello che loro chiamavano “prezzi al ribasso” mentre ad Andre´sembravano solo delle inutili decisioni arbitrarie. 
E regolarmente subiva improvvise ispezioni sullo stato di tutte le sue attrezzature e sui regolamenti applicati nonostante quasi tutto fosse inutile ed estremamente costoso per tutte le spese che cio´comportava !

Condurre un´attivita´commerciale era diventato molto piu´complicato, con le materie prime  piu´difficili da trovare, i prezzi piu´volatili e i costi piu´elevati. 
In piu´era molto piu´difficile assumere lavoratori , non perche´ce ne fosse mancanza o perche´il lavoro non era appetibile , ma perche´le tasse, i regolamenti e tutte le spesso inutili prescrizioni rendevano tutto molto piu´difficile di prima. 
Ancora, dobbiamo considerare come fosse molto difficile ridurre il personale in un momento di flessione dell´attivita´, una volta Andre´aveva addirittura dovuto sopportare una lunga causa legale dato che era stato  accusato da un lavoratore disonesto di discriminazione sul posto di lavoro. Alla fine vinse la causa ma il costo ed il tempo sprecato gli avevano impartito un´importante lezione, di essere ancora piu´cauto nell´assumere personale anche nel caso ce ne fosse stato bisogno, anche con una prospettiva futura estremamente rosea, ora avrebbe assunto una persona solo nel caso di un urgentissimo bisogno e solo dopo essersene accertata l´affidabilita´e la fiducia cento volte di piu´che in precedenza

Insomma ora Andre´si trovava in una situazione di diminuizione della domanda, cosa a lui familiare che aveva dovuto affrontare diverse volte nella sua vita, ma ora sentiva che gli mancava la flessibilita´che gli aveva permesso di rispondere prontamente nelle precedenti crisi. 
Fu in una di quelle mattine dove si trovava immerso in questi pensieri pregni di preoccupazione che ricevette un´email da parte dell´ufficio locale del Ministero dell´Industria dove gli si offriva un prestito a tasso agevolato
Ora, una cosa del genere non era mai successa prima! 
Andre´sapeva di molti colleghi imprenditori che avevo ricevuto finanziamenti a tassi agevolati dal governo, molti di queste imprese erano cresciute e avevano prosperato per qualche tempo
Ma non riusciva a ricordarsi di un solo epidosio in cui il Ministero dell´industria avesse proposto un prestito di sua spontanea iniziativa. Di solito la norma era che fossero gli imprenditori a chiedere un aiuto. 
Com´era possibile che accadesse il contrario?
Poteva forse avere a che fare con quello che aveva sentito dire in giro sul fatto che molte banche avevano improvvisamente messo sotto torchio le piccole imprese ? 
Che avevano iniziato a chiudere i rubinetti e perfino a chiedere i rientri? 
Comunque si sapeva che le banche avevano perso un sacco di soldi con la crisi immobiliare.
Sebbene Andre´non avesse alcuna intenzione di acconsentire al prestito del Ministero si incuriosi´e volle vedere cosa ci fosse dietro, cosi prese il telefono

“Ministero dell´Industria, sezione piccolo imprese, come posso aiutarla ?”

“Buon giorno, La chiamo per quell´email sui finanziamenti agevolati alle piccole imprese, potrebbe avere la cortesia di dirmi i termini e le condizioni e se e´possibile lo scopo di tale programma ?”

“Certamente. Il nostro programma e´di offrire prestiti a tasso agevolato a quelle piccolo imprese a cui gli e´stato ridotto il credito a causa delle crisi o che hanno dei piani di investimento che le banche non vogliono finanziare. I termini e le condizioni variano a seconda delle dimensioni dell´azienda e dell´investimeto richiesto. Gli investimenti relativi alle energie alternative hanno la priorita´e ricevono condizioni piu´favorevoli. Lo scopo del programma, oltre quello di finanziare le piccole imprese che non riescono a finanziari con il sistema bancario e´quello di promuovere il risparmio energetico e le energie alternative”

“Grazie”

“Gli e´stato recentemente negato un credito?”

“No”

“Ha intenzione di espandere la sua attivita´”

“No”

“Allora qual´e´la ragione della sua telefonata ?”

“Solo curiosita´, grazie”

“Bene, nel caso ne avesse bisogno non esisti nel contattarci”

“Certamente, grazie e Buon giorno”

“Buon giorno”

Andre´pose la cornetta e penso´tra di se 
“ Allora e´cosi che il Governo cerca di stimolare la crescita economica : Prima tagliano gli interessi a zero, cercando cosi di ovviare alla crisi dello scoppio della bolla immobiliare residenziale e commerciale, ma apparentemente l´abbassamento dei tassi non riesce a salvare le grandi banche dal momento che molte di esse rimangono in una situazione di insolvenza, cosi la banca centrale le salva acquistando da loro i mutui cosiddetti tossici" debiti che Andre´sa benissimo non sarebbero mai stati ripagati.
"Quindi il governo lancia un enorme piano di salvataggio o di stimolo che sembra essere principalmente la canalizzazione di una enorme quantita´di denaro a tutta una serie di grandi imprese che hanno una buona connessione con il potere politico dove tradizionalmente si fanno le grandi assunzioni e la produttivita´del lavoro assume un valore significativo. 
Ora sembra che il governo abbia lanciato un altro sofisticato nuovo programma di stimolo per aiutare le piccole e medie imprese, ma questa volta sembra che gli aiuti siano legati alla necessita´di investire in un area di business preferita dal Governo e che alla fine si concretizzeranno in una domanda di investimenti che gioveranno a delle imprese del settore ben collegate al Governo stesso”

“Nel frattempo hanno elevato i contributi da pagare per l´aumento dei costi del sistema sanitario nazionale. Il governo ha dovuto anche aumentare l´Irap per il calo generalizzato dei ricavi dalle tasse a causa della crisi. Si parla anche di una possibilita´di un leggero rincaro dell´IVA e dell´IRPEF. Lo scenario economico sembra ancora in crisi e sicuramente incerto ed il Governo sembra non resistere alla tentazione di proporre una politica di stimolo che tenda a favorire quel gruppo d´interesse o quell´altro !!
Il posto di lavoro e´diventato cosi discriminatorio per i datori di lavoro che e´quasi impossibile non ricevere una denuncia da parte di qualsiasi lavoratore. 
La domanda da parte dei clienti rimane bassa e la disoccupazione e´ancora elevata.
I costi di approvvigionamento della materia prima rimangono elevati per la sempre piu´acuta debolezza del dollaro che , per quanto ne ho capito, sembra causata da quello che chiamano Quantitative Easing  che alla fine spinge al rialzo tutti i prezzi nel mondo.
D´altronde io posso solo parzialmente trasferire l´aumento dei costi sui miei prodotti per il resto non posso che abbassare i miei margini e i miei profitti “

“E questi ragazzi pensano che io, oramai piccolo negoziante di pane,  possa essere interessato ad un nuovo prestito?  
Nell´allargare il mio negozio? Nell´assumere nuovi lavoratori ?  
Gia´fare l´imprenditore e´rischioso in tempi buoni, e´molto piu´rischioso in tempi cattivi. Ma anche durante i tempi cattivi, ed io ne so qualcosa, ci sono sempre state delle opportunita´da cogliere in modo da poter assumere nuovi collaboratori, acquistare un buon macchinario a prezzi bassi da un'altra negoziante che ha appena chiuso, aggiustare la linea di produzione in modo da produrre qualcosa ancora piu´ricercato dalla clientela. 
Ma ora, ora non solo ci troviamo in un periodo difficile, la confusione e´ad un livello inimmaginabile ed il governo non si sta realmente preoccupando di ristabilire un´economia dove ci siano veramente le condizioni ideali per creare e sviluppare impresa (cosa che non ha mai saputo fare) con una politica di basse tasse e di poche e certe ragole generali e prevedibili ma piuttosto sta promuovendouna poltica di sussidi per sviluppare una particolare area di attivita´a beneficio di qualche grande azienda dove ci devono essere degli enormi interessi e clientele.
Tutto questo alla fine non fara´che peggiorare lo stato di debito pubblico dell´intero Paese provocando una situazione ancora peggiore con tasse piu´alte e regole piu´stringenti.
No! No Grazie!”

Cosi usci per andarsi a fare una lunga passeggiata in riva al mare, per pensare. Il giorno dopo ritorno´in riva al mare e continuo´a rifletterci su. Parlo con alcuni suoi colleghi imprenditori che sapeva avevano le stesse difficolta´sue, cosi come si confronto´in famiglia con la moglie e i suoi tre figli. Fu cosi che prese la sua decisione, probabilmente la piu´difficile decisione della sua vita.

Il giorno dopo, una volta arrivato al lavoro, riuni´tutti i suoi collaboratori nel suo ufficio. 
Gli disse che avrebbe messo in vendita l´attivita´e che avrebbe dato loro una prelazione nel caso avessero deciso di rilevarla. Gli disse anche che nel caso avessero deciso di rilevare il negozio gli avrebbe concesso anche una favorevole dilazione nei pagamenti ad un basso tasso d´interesse. Egli se ne andava in pensione"

“Ma e´presto per andarsene in pensione!” gli disse uno dei suoi piu´stretti collaboratori

“Non, non e´presto. E´il risultato di una decisione che avevo in procinto di prendere da molto tempo. E´semplicemente perche´oggi vedo le cose in maniera differente, sto diventando vecchio. E quando diventi vecchio ti rendi conto che certe cose possono cambiare per il meglio e altre per il peggio, ma che certe cose non cambiano mai. Oramai sono stanco di aspettare che certe cose cambino, ne ho avuto abbastanza. Ora e´il vostro turno. Buona Fortuna!”

Tutti i lavoratori rimasero intontiti. Rispettavano il loro datore di lavoro, era sempre stato il loro capitano. D´altronde era stato un uomo capace di mantenere con profitto l´attivita´per circa 40 anno. Ed ora era arrivato il loro turno. Ora si rendevano conto che avrebbero avuto bisogno di buona fortuna. Di molta buona fortuna.

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