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martedì 3 aprile 2012

Il Politico e il "complesso del Dittatore"

Nel suo libro capolavoro "The ultimate Foundation of the Economic Science"
(puoi scaricarlo gratuitamente cliccando sul titolo), libro che dovrebbe essere imparato a memoria da chiunque si iscriva alla facolta´di economia ma che ,ovviamente, e´messo all´indice dai nostri baroni ignoranti per paura della verita´, il grande economista della Scuola Austriaca  Ludvig Von Mises definiva cosi´, nella profondita´e sintesi che solo un genio come Von Mises poteva avere, il "complesso del Dittatore" che, immancabilmente, colpisce qualsiasi politico, soprattutto quando arriva al vertice del potere... :




 "...Questi autori (politici n.d.t.) sono guidati dal complesso del dittatore. Essi vogliono trattare con l´altro uomo come un ingegnere tratta il materiale con cui costruisce una casa, un ponte oppure una macchina. Vogliono sostituire l´"ingegneria sociale" alle azioni dei loro cittadini e la loro universale comprensione-di-tutto ai progetti dell´altra gente.
Essi si vedono nel ruolo del dittatore - il Duce, il Führer, lo Zar della produzione - nelle cui mani tutte le altre specie dell´umanita´sono solo pedine
Se essi si riferiscono alla parola societa´come un ente agente essi pensano a se stessi
Se essi dicono che un´azione coscenziosa della societa´deve sostituire la prevalente anarchia dell´individualismo, essi intendono la loro coscienza solo e non quella di qualcun altro "



"...Their authors are driven by the dictatorial complex. They want
to deal with their fellow men in the way an engineer deals with
the materials out of which he builds houses, bridges, and machines.
They want to substitute "social engineering" for the actions of their fellow citizens and their own unique all-comprehensive plan for the plans of all other people.
They see themselves in the role of the dictator—the duce, the Fuhrer, the production tsar—in whose hands all other specimens of mankind are merely pawns.
If they refer to society as an acting agent, they mean themselves.
If they say that conscious action of society is to be substituted for the prevailing anarchy of individualism, they mean their own consciousness alone and not that of anybody else."
 









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