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giovedì 18 ottobre 2012

Vedi la Grecia e poi...

La crisi in Europa non é improvvisa, é la naturale conseguenza di un preordinato piano messo in atto dall´elite politico-finanziaria che ci governa e che manipola e gestisce il sistema monetario internazionale da oramai piu´di un secolo

L´Euro é un importante tassello del progetto che vuole portarci ad un Nuovo Ordine Mondiale : uno Stato, una moneta, un´unica tassazione

Non ci sara´nessuna alternativa ad una nuova Europa socialista e superburocratica e saremo noi stessi a chiederlo a gran voce!

Il metodo é sempre lo stesso : prima inondare il continente con una nuova moneta fiduciaria, prestare tantissimo denaro a politici conniventi, ubriacarli di tanto denaro fino a provocare un eccesso di consumo e cattivi-investimenti, quindi chiudere improvvisamente il rubinetto e provocare la crisi, alla fine una bella "austerita´" sempre piu´terribile e dura

Out of caos, order!

I nostri sociopatici Monti e Prodi lo hanno anche detto chiaramente !



clicca qui per leggere di Prodi

Ora, basta volgere lo sguardo alla Grecia per vedere quello che ci aspetta, solo dei ciechi cerebrolesi possono non vedere quello che sta accadendo proprio davanti ai nostri occhi, qui vicino, dall´altra sponda dell´adriatico!

Ieri la BBC ha pubblicato un video che racconta come il partito di estrema destra greco Golden Dawn (al 15% dopo gli ultimi sondaggi) oramai collude apertamente con la polizia per "portare" l´ordine non piu´garantito dallo Stato

Clicca sulla foto per accedere al video (must watch!) e inizia a preparati allo stesso caos che presto sara´portato qua, proprio nel tuo Bel Paese...







10 commenti:

Vincenzo ha detto...

Buongiorno collega,
sono anche io ingegnere, precisamente ingegnere chimico di processo.
Seguo occasionalmente questo blog, ma mi capita spesso di leggere i tuoi post ripresi da latri siti come Rischio Calcolato. Non ho mai commentato direttamente qui, ma alla fine ho deciso di lasciare un commento proprio per iniziare una discussione su un aspetto secondo me totalmente trascurato nell'analisi della crisi attuale e cioè quello dello spreco diffuso, in particolare quello energetico.
Faccio alcune premesse.
In molti blog e forum, non importa di quali tendenze, si parla molto di complotti delle elite per arricchirsi. Che le elite si arricchiscano secondo me è del tutto nomrale. Esse, proprio per definizione, sono formate dalle persone che hanno più capacità e maggiore visione e quindi riescono a comprendere dove si andrà a finire e quindi a trarne vantaggio.
Bill Gates ha fatto fortuna perché ha compreso prima di altri, agli albori dell'epoca dei pc, che il mercato cercava un sistema operativo sufficientemente semplice: nessun complotto, al massimo ma solo dopo, un abuso della sua posizione dominante.
La sua intuizione e la sua capacità di fornire al mercato ciò che il mercato cercava lo hanno reso ricco.
Lo stesso vale per tutte le elite.
Ugualmente leggo in molti blog discussioni infinite sui sitemi monetari; standard aureo, sistema fiat alla MMT, euro o non euro.
Che il sistema monetario abbia importanza lo riconosco, ma solo in quanto nei limiti in cui un sistema può accelerare o rallentare fenomeni che comunque avverrebbero. (Continua)

Vincenzo Sangiorgio

Vincenzo ha detto...

(Parte 2 - Segue da commento precedente)

Se riflettiamo bene sulla moneta ci rendiamo conto che essa, anche quando è aurea, rappresenta solo la possibilità, per chi la possiede, di acquisire beni per un certo valore, beni che verranno poi in qualche modo utilizzati.
Anche l'oro, ormai, non è più un bene in quanto tale; a parte scarsissimi usi industriali, serve a fare gioielli.
Usassimo come moneta le pecore, per quanto ingombranti esse siano, avremmo in esse una reale riserva di valore in quanto potremmo utilizzarne il latte o macellarle per farci un bell'arrosto. Anche con l'oro, e figuriamoci con la moneta fiat, nulla di tutto ciò è vero. Se ci ritroviamo in tasca un sacco d'oro ma nessuno produce alcunché di utile, be' quell'oro lo possiamo tranquillamente gettare a mare.
In fondo, e tante volte rifletto su questo fatto, la desiderabilità dell'oro in tempi andati è stata in larga misura creata ad arte collegandolala alla vanità femmilile, e sappiamo bene come il mondo maschile sia sensibile a questa vanità. Rendendo l'oro desiderabile al fine di soddisfare la vanità femminile, il genere umano gli ha iniziato a dare un valore (che valore avrebbe mai potuto avere per un antico altrimenti?) e lo ha quindi spinto a lavorare di più per procacciarselo. Il desiderio d'oro per soddisfare la sua donna è stato quindi il motore che ha spinto il maschio (l'attore produttivo nei tempi antichi) a lavorare di più favorendo la crescita economica.

(Continua)

Vincenzo ha detto...

(Parte 3 - Segue da precedente)

In fondo l'uso dell'oro come moneta è iniziato a decadere quando la vanità femminile si è indirizzata su altro, l'abbigliamento o il trucco per esempio (sarebbe ben dura convincerci ad usare il rossetto come moneta).
Ciò ha portato alla moneta fiat in cui la desiderabilità della moneta nasce dal fatto che quella moneta dobbiamo usare per pagare le tasse, poche o tante che esse siano.
In tempi antichi gli esattori del governo, quando andavao a riscuotere le tasse a uno che non aveva oro prendevano le sue pecore.
In fondo i soldati romani nell'età più antica erano pagati in natura con il sale e abbiamo la parola salario a ricordarcelo ogni giorno.
Di fondo le tasse, come sono oggi strutturate, sono il sostituto della vanità femminile; metodo certamente meno piacevole ma forse più funzionale considerando che anche il governo più sgangherato è meno soggetto ai cambiamenti di umore rispetto all'universo femminile.
Di fondo, quindi, creare la desiderabilità della moneta ha la funzione di spingerci a continuare a lavorare.
E questo fatto accomuna sia la moneta aurea che quella fiat, sia una moneta sovrana come il dollaro che una sovranazionale come l'euro.
In fondo perché. quando vai in qualche paese africano e compri un oggetto di artigianato da qualcuno del posto, il venditore preferisce essere pagato in euro piuttosto che nella moneta locale? Perché sa che la forza dll'euro sta nel fatto che con quella moneta potrà comprare qualsiasi tipo di prodotto desideri mentre, acquistando con quella locale, la sua scelta sarà limitata a pochi prodotti.
La discussione tra vari sistemi monetari è quindi, sostanzialmente, non particolarmente rilevante. Le dinamiche economiche sono legate ad altro e il sistema monetario altro non fa che accelerarle o rallentarle ma non fa cambiare loro direzione. Un treno messo sui binari tra Roma e Milano potrà metterci 3 ore come 8, ma sempre in quella direzione si muoverà.

(Continua)

Vincenzo ha detto...

(Parte 4 - Segue dal precedente)

Ciò che, nella situazione attuale, crea confusione, è il fatto che noi cerchiamo di leggere la crisi attuale alla luce di quelle che l'hanno preceduta, mentre essa è di natura completamente diversa.
In quelle precedenti, esempio classico il 1929, il sistema monetario ebbe certamente una grossa responsabilità.
Mentre il treno era sull'Appennino, lo frenò bruscamente ed, essendosi a quel punto rotti i freni, il treno scivolò all'indietro. Ritornato a Firenze si potè provvedere alle riparazioni e farlo ripartire.
Il problema attuale è che il treno ormai è arrivato a Milano e provare a farlo continuare nella stessa direzione è del tutto inutile, non ci sono binari, bisogna metterlo su binari diversi.

Sui vari blog e forum non mi è mai capitato di leggere qualcuno che dica con chiarezza che il merito della rivoluzione industriale non è di teorie economiche o di cambiamenti politici, ma di scoperte scientifiche e tecnologiche fatte da signori come Carnot, Joule, Kelvin, Watt, Volta e tanti altri che citarli richiederebbe pagine e pagine.
Senza la macchinia a vapore non vi sarebbe stata nessuna rivoluzione industriale, punto.
E qui arriviamo al punto chiave.

Vincenzo ha detto...

(Parte 5 - Segue dal precedente)

Quando parliamo di macchina a vapore, parliamo di energia. E' stata la disponibilità di energia a basso costo che ha consentito l'innalzamento del benessere nel mondo occidentale.
Il colonialismo prima e l'equilibrio del terrore della guerra fredda ci hanno permesso per anni di disporre di fonti energetiche e di materie prime a basso costo.
Ma poi, alla caduta dell'URSS, il mondo è cambiato. Cinesi, indiani, gli stessi russi e tanti altri popoli addormentati da secoli si sono svegliati e si sono messi anche essi a competere per l'accesso alle fonti energetiche. Oggi il petrolio saudita, che si tira fuori scavando un buco nella sabbia, non basta più a soddisfare le esigenze di tutti, occrre andarselo a prendere in Siberia, nelle piattaforme off-shore, dalle sabbie bituminose canadesi a costi crescenti.
Fino a pochi anni fa in Italia il gas naturale si usava solo per cucinare e poco altro, oggi si usa per produrre elettricità e tocca farlo venire dalla Siberia, insomma non dal posto più accogliente della terra.
Cosa è quindi che ci sta bloccando?
Di fondo il fatto che, essendo le fonti energetiche molto più costose, non riusciamo a reggere il ritmo di una produzione impostata sul soddisfare bisogni ad alto contenuto energetico; macchine sempre più grandi e accessoriate, vacanze in posti esotici sempre più lontani, case grandi con condizionamento d'estate e riscaldamento d'inverno, illuminazioni fantasmagoriche delle nostre città, discoteche rutilanti, seconde e terze case, elettrodomestici di tutti i tipi, diavolerie elettroniche di ogni sorta come i telefonini usati per giocare, consumando energia, mentre si aspetta l'autobus, e ogni altra immaginabile fonte di consumo energetico.
Insomma, siamo arrivati alla fine del binario. E con questo non voglio parlare in termini catastrofistici come coloro che straparlano di picco del petrolio, energie rinnovabili e quant'altro senza avere un minimo di competenza in materia. Affermo semplicemente che ciò che un tempo costava, in termini di risorse necessarie, 10, oggi costa 20 o 30 se non 100.

Il vero problema sta quindi nel riconvertirci a bisogni e desideri che siano meno energivori: usare macchine più piccole e nelle città, per esempio, adottare il car-sharing (che senso ha che una città come Roma sia ricoperta da lamiere di acciaio per il 90 % ferme posteggiate ad occupare spazi altrimenti utilizzabili?), lasciare perdere le vacanze alle Maldive e piuttosto riscoprire il piacere di un buon libro o di una cena con gli amici seguita da una partita a tresette. In fondo acquistare libri fa PIL tanto quanto starsene davanti alla TV, andare al ristorante con gli amici fa PIL tanto quanto andare in discoteca, pagare l'ingresso ai musei delle nostre città tanto quanto pagare un biglietto aereo per andare chissà dove. Ma in ognuno di questi casi consumeremo meno energia.

E tutto ciò non è un problema di moneta o di marchngegni finanziari, solo di cultura.

Un saluto e un augurio di buona fortuna per il lavoro in Cile.

Antonio Manno ha detto...

Caro Vincenzo, cercherò di essere quanto piu' sintetico possibile. Tutte le tue numerose considerazioni sono state affrontate e risolte con rigore e logica dalla Scuola Austriaca di Economia, e particolarmente da Ludiv Von Mises. In estrema sintesi ogni problema economico viene risolto con successo dal libero mercato e dall'assioma dell'azione umana. Il denaro,l'intervento dello Stato, il sistema monetario, l' equilibrio tra i fattori di produzione e i bisogni dei consumatori, il monopolio, l'imprenditorialità ecc ecc insomma ogni aspetto economico della societa'sottostà a rigorose leggi economiche cosi come le science naturali sottostanno a rigorose leggi naturali. Solo apprendendo tali leggi economiche, dedotte dalla logica e perfino dal buon senso, si è in grado di comprendere perfettamente la realtà che ci circonda, senza avere più nessun dubbio. E'un percorso duro e faticoso, sicuramente lungo e non può certamente esaurirsi in questo blog, ma è l'unico in grado di chiarire tutte le numerose incongruenze esposte nei tuoi commenti. E'il percorso che ho affrontato io stesso negli ultimi quattro anni. Qui posso solo consigliarti di visitare alcuni siti di riferimento come mises.org, vonmises.it e usemlab.com dove potrai accedere ad un infinita serie di testi e articoli che spiegano la teoria alla base della Scuola Austriaca di Economia

Vinsenzo ha detto...

Frequento abbastanza spesso i blog consigliati e ho appreso molto da essi.
Sono perfettamente convinto che lo statalismo è un danno così come la stampa allegra di moneta.
Il senso dei miei commenti non era peò rivolto agli aspetti più strettamente economici quanto piuttosto al fatto che, probabilmente, stiamo a lambiccarci il cervello un po' troppo sulle questioni moneta e finanza e ci dimentichiamo che probabilmente, dovremmo indirizzarci verso bisogni a più basso impatto energetico.
Questa cosa la affermo proprio perché lavoro nel settore allargato dell'energia e ho abbastanza chiari i problemi e le sfide che esso pone.
Per banalizzare il concetto dico per esempio che se gli americani usassero un po' meno pick-up e qualche Golf o C3 in più (o simili costruite in america) ci guadagnerebbero alla grande. Così come se noi in Italia in città ci spostassimo un po' più con il trasporto pubblico

Antonio Manno ha detto...

Vincenzo,anche in questo caso, nonostante la tua lunga esperienza, la tua é ,e non puó essere altrimenti,che una considerazione individuale. Bene, in un mondo normale e libero, senza l´intervento parassitario dello "Stato", non potresti che misurarti con il "giudizio" del mercato e della legge della domande e dell´offerta (piuttosto che del giudizio individuale di qualsiasi "tecnocrate" per quanto bravo possa essere!).Tutta qua.Che gli americani o i giapponesi o gli italiani dovrebbero comprarsi meno SUV o piu´biciclette elettriche non sarebbe ne una decisione né tua , né di qualsiasi governo, ma solo di ogni singolo individuo in funzione della risposta soggettiva al corrente andamento dei prezzi. E gli individui in aggregato sono irrefutabilmente piu´"saggi" di qualsiasi ingegnere sociale (Vedi Hayek su questo specifico argomento). Ecco, quando dico la Scuola Austriaca, intendo una teoria che spiega semplicemente come sarebbe una societa´dove ognuno decide in base alla propria soggettivita´in relazione alle decisioni individuali ed imprevedibili di ogni altro membro della stessa societa´( insieme tutte queste decisioni individuali formano il processo di mercato e dei prezzi)

Vincenzo ha detto...

Beh, i comportamenti individuali sono comunque influenzati dalla società in cui uno vive, da ciò che gli viene trasmesso dalla famiglia, dalla cultura; e questo indipendentemente dallo Stato.
Alla fin fine il pensiero che una cosa sia più o meno buona si forma comunque.

Antonio Manno ha detto...

Esatto Vincenzo, proprio cosi. Io dico solo che il giudizio di una decisione economica (ma io dico qualsiasi decisione),se sia stata buona o cattiva, non sara´dato da un ingegnere sociale o governante(vedi Stato) ma dall´impersonale libero mercato e dalla sua ferrea legge universale della domanda e dell´offerta (che deriva dall´assioma universale dell´azione umana di Mises)