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giovedì 10 maggio 2012

La scomparsa del senso critico


La scomparsa del senso critico costituisce una seria minaccia per la preservazione della nostra civilta´.
Rende facile ai ciarlatani imbrogliare la gente.
E bisogna sottolineare che i ceti colti sono piu´creduloni di quelli meno istruiti.
I piu´entusiastici difensori del marxismo, del nazismo e del fascismo sono stati gli intellettuali, non i bifolchi
Gli intellettuali non sono stati nemmeno capaci di vedere le evidenti contraddizioni della dottrina da loro accettata.
Non ha scalfito minimamente la popolarita´del fascismo il fatto che Mussolini, nel medesimo discorso, abbia lodato gli italiani come i rappresentanti della piu´antica civilta´occidentale e insieme della piu´giovane delle nazioni civilizzate.
Nessun nazionalista tedesco é rimasto mai perplesso davanti al fatto che un Hitler dai capelli neri, un corpulento Goering e un claudicante Goebbels siano stati esaltati quali splendidi rappresentanti dell´alta, slanciata, bionda, eroicae superiore razza ariana.
E non é sorprendente che molti milioni di individui che non sono russi siano fermamente convinti che il regime sovietico sia democratico, addirittura piu´democratico di quello americano ?
Questa assenza di spirito critico permette a molti di dire che saranno uomini liberi in un sistema di irreggimentazione totale.
Essi immaginano come regime della liberta´un regime nel quale tutti i mezzi sono posseduti dallo Stato e in cui l´unico datore di lavoro é lo Stato.
Non prendono mai in considerazione la possibilita´che lo Stato onnipotente dei loro sogni utopici possa aspirare a conseguire fini da loro completamente disapprovati.
Essi presuppongono sempre implicitamente che il dittatore fara´proprio quello che loro stessi desiderano che egli faccia
Dal libro "Burocrazia", di Ludvig Von Mises, pag. 136-137 (edito da Rubettino)


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