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martedì 5 aprile 2011

Verso un mercato competitivo del denaro

Molto volentieri pubblico il testo relativo all´intervento dell´economista Francesco Carbone di Usemlab in occasione dell´Interlibertarians di Lugano 



Verso un mercato competitivo del denaro

Il Problema: l’Inflazione Monetaria

Contrariamente a ogni possibile vostra aspettativa non comincerò citando un economista austriaco o un illustre libertario, ma Keynes, colui che ritengo il nemico storico della scienza economica, colui che ha dirottato il pensiero economico sul sentiero sbagliato causando indirettamente enormi danni alla società occidentale.
A Keynes, in fondo, le conseguenze di lungo termine del suo pensiero non interessavano, “nel lungo periodo siamo tutti morti”, diceva. Lui certamente lo è, e riposa in pace, tranquillamente, noi invece siamo qua riuniti a occuparci delle conseguenze pratiche dei suoi disastri teorici e a pagarne i costi, in prima persona, giorno dopo giorno, a prezzi sempre più alti. 
Gary North in Cosa è il Denaro scrive di Keynes che era spesso incoerente, che era deliberatamente incoerente, ma che tuttavia, quando voleva essere chiaro, sapeva essere un maestro di prosa. E infatti, nel suo Le Conseguenze Economiche della Pace Keynes scrive brillantemente:

...il modo migliore per distruggere il sistema capitalistico è quello di svilirne la sua moneta. Attraverso un processo continuativo di inflazione monetaria, i governi possono confiscare, segretamente e in maniera celata, una parte
importante della ricchezza dei propri cittadini. Non c’è modo più subdolo, e più sicuro, per rovesciare l’ordine sociale che lo svilimento del denaro. Tale processo scatena tutte le forze dell’economia nel loro potenziale distruttivo
e lo fa in una maniera tale che neanche una persona su un milione è in grado di accorgersene.

Keynes ovviamente non poteva sapere che avremmo avuto internet, grazie al quale oggi, per fortuna, PIU’ di una persona su un milione ha chiara coscienza di quel processo: sul mio sito USEMLAB le dinamiche inflattive vengono spiegate molto chiaramente da diversi anni e mi auguro, anzi ormai credo, che ad averle capite pienamente siano ben più di un centinaio di persone…
…il che fa più di una persona per milione di italiani ad avere finalmente compreso come al cuore dei nostri problemi economici e sociali ci sia un sistema monetario disonesto, malato, inefficiente, distruttivo dei processi di mercato. 
Oltre una persona su un milione ad avere capito come il grado di corruzione del sistema monetario infetti i processi sociali oltre che quelli economici e come in ultima analisi in esso si rispecchi il grado di corruzione della società stessa.
Tutto questo grazie prevalentemente a internet. 

Moneta e Sistema Bancario

Tuttavia si tratta di numeri ancora troppo piccoli. La vera tragedia della nostra società continua a riposare sulla diffusissima ignoranza che avvolge le dinamiche monetarie all'origine tanto di questa ultima crisi quanto di ogni altra crisi del passato. Due, dieci, persino cento persone su un milione sono ben poca cosa, e se ad essersi accorti della vera malattia del sistema bancario e
monetario siamo ancora in pochi, appena una piccola frazione di noi si rende pienamente conto della profondità del danno operato in tutti questi anni e del potenziale distruttivo oramai insito nel sistema.
Sono rimasto sorpreso nello scoprire qualche giorno fa che il governatore della Banca d’Inghilterra nell’ottobre del 2010 ha avuto modo di scrivere in un paper ufficiale: “tra tutti i sistemi bancari possibili quello che abbiamo oggi è il peggiore”. Si tratta senza dubbio di un buon segno, tuttavia, ammettere l’esistenza di un grave problema in seno al sistema bancario e
monetario è indispensabile ma non sufficiente. E’ anche necessario identificare correttamente e spiegare espressamente la vera sostanza del problema. Cosa che viene fatta solo da pochi economisti di Scuola Austriaca.
In Europa abbiamo visto gente andare a protestare davanti alle banche centrali come se fossero la peggiore espressione del capitalismo moderno, ciò che oramai viene definito turbocapitalismo, liberismo selvaggio, quando invece è vero l’opposto: questo sistema bancario e queste banche centrali non costituiscono una caratterizzazione del capitalismo, sono invece
proprio ciò che sta distruggendo l’economia di libero mercato fondata sulla proprietà, il risparmio, gli scambi liberi e volontari.
Banche centrali e sistema bancario così come sono stati impostati nell’ultimo secolo costituiscono l’essenza del socialismo, della pianificazione centralizzata, essi sono al centro del processo di svilimento del denaro, rappresentano l’origine della corruzione che sta distruggendo
l’istituzione sociale più importante di tutte!
Per chi ancora non se ne fosse accorto il denaro che era stato scelto volontariamente da persone libere è stato espropriato quasi cento anni fa, sostituito da denaro pubblico di tipo fiduciario, che viene gestito da un organo di pianificazione centrale, nelle cui mani oramai è stato riposto il
destino delle economie e del nostro futuro.
Un sistema capitalista fondato sul risparmio presuppone una moneta sana, non una banca centrale monopolista che opera sulla base di un privilegio di stato, emittente denaro di carta o digitale non coperto da alcun bene reale, del quale manipola arbitrariamente sia la quantità sia il tasso di interesse. Una banca che gestisce peraltro in maniera confusa e poco trasparente un
cartello di banche private in collusione con un ristretto numero di entità finanziarie e industriali, ma soprattutto con lo Stato stesso.

Conseguenze
 
L’espansione del Leviatano nelle nostre vite quotidiane rappresenta forse la prima immediata conseguenza dell’introduzione della moneta FIAT, della moneta creata dal nulla. Di fatto la moneta FIAT è stata istituzionalizzata proprio per questo motivo: essa costituisce il principale, per quanto occulto, strumento di finanziamento dello Stato, e ne permette una espansione
indiscriminata.
Senza Banca centrale e moneta FIAT il grande Stato Nazionale non solo non avrebbe potuto espandersi come ha fatto nel corso del XX secolo, probabilmente non sarebbe neanche mai sorto. Di fatto, è solo grazie alla moneta FIAT che lo Stato ha potuto finanziare due guerre
mondiali. E’ solo grazie alla moneta FIAT che è riuscito, nell’ultimo secolo, ad approfittare di ogni crisi per incrementare il proprio peso nell’economia dal 10-15% a oltre il 50%.
Curiosamente lo Stato, grazie alla moneta FIAT, è l’unico soggetto economico che più fallisce più continua ad espandersi.
Ancora una volta, per tutti quelli che si ostinano a parlare di turbo-capitalismo o liberismo selvaggio: di fronte a questi numeri risulta più che mai evidente come le nostre vite siano ridotte ad agire in un ambito di libertà sempre più ostacolato e circoscritto, caratterizzato per oltre il 50% delle proprie attività dalla presenza dello Stato. In queste economie oramai più socialiste
che di libero mercato, la genuina funzione imprenditoriale è continuamente impedita, distorta, disincentivata.
Ma un altro effetto legato direttamente alla moneta FIAT è questa ricorrenza di crisi sempre più ampie a intervalli sempre più brevi. Come spiega molto bene la Scuola Austriaca di economia, ad alimentare le crisi cicliche è la creazione di credito bancario oltre il livello di risparmi reali forniti volontariamente dalla popolazione. Il sistema bancario moltiplica artificialmente questi
risparmi reali stimolando altrettanto artificialmente il sistema economico in un ciclo continuo di espansione e crisi.
E pur tuttavia, a causa del ricorso sempre più massiccio alla moneta FIAT da parte delle banche centrali, queste crisi che si sono succedute negli ultimi trenta anni non sono mai riuscite a dispiegarsi fino in fondo di modo tale da ripulire il mercato. Gli errori artificialmente indotti si sono stratificati nel tempo mentre il sistema ha continuato ad alimentare una illusione di prosperità che ci ha spinto a vivere al di sopra delle nostre possibilità, facendoci “mangiare” non
solo il capitale a nostra disposizione ma anche quello delle generazioni future.
La prosperità di un sistema sociale, si ricordi sempre, dipende strettamente dal fondo di risparmi reali, è la conseguenza spontanea dell’allocazione del risparmio in una corretta accumulazione di beni capitali. Moneta e banca dovrebbero rappresentare il ponte tra i risparmi reali e gli
investimenti. Il sistema bancario fondato su moneta FIAT fa ben altro: incoraggia investimenti non sostenibili e scoraggia il risparmio. Opera in questo senso in via esponenziale da oramai oltre 30 anni. Immaginate la dimensione e la profondità del danno!

Il Nocciolo del Problema

Ma quale è davvero il cuore del problema di questo sistema gestito dalle banche centrali in cui peraltro si privatizzano gli utili e si socializzano continuamente le perdite? Il nocciolo di tutto quanto sta nel corso forzoso, cioè nell'obbligo di usare la moneta di Stato qualunque sia la
qualità della stessa. In altre parole ci è assolutamente preclusa la possibilità di poter scartare la moneta di qualità scadente, scegliendo liberamente monete alternative di qualità superiore, che meglio si adattano alle nostre esigenze.
La libertà viene percepita generalmente come libertà di poter scegliere, tuttavia non capiamo che nell’economia odierna possiamo scegliere quasi tutto, tranne il denaro stesso. Nell’economia
moderna la nostra vita ruota sempre più intorno al denaro eppure paradossalmente pochi sanno cosa esso sia, mentre quasi nessuno si rende conto di non avere alcuna possibilità di scelta in merito al denaro che preferirebbe utilizzare come mezzo di pagamento, riserva di valore o unità
di conto.
Una economia che non poggia sulla libera scelta del denaro non è una economia di libero mercato ed essa non può plasmare una società davvero libera. Ogni intervento dello Stato
sull’emissione di denaro non solo è incompatibile con l’istituzione della proprietà privata ma è anche incompatibile con la natura imprenditoriale dell’essere umano. Dopo secoli di interferenza statale, che in taluni casi ha finito con il distruggere intere civilizzazioni, il mercato del denaro
dovrebbe essere finalmente liberalizzato. Solo così sarà possibile dare impulso alla successiva fase evolutiva della civilizzazione.

La Protezione

Questo sistema economico gestito centralmente, molto spesso in maniera occulta, che va contro a natura dell’essere umano, collasserà a mio avviso entro la fine di questa decade, di colpo, come accadde un bel giorno alla vecchia Unione Sovietica.
Nell’ambito delle ristrette libertà a noi concesse possiamo cercare di proteggerci da questa eventualità tramite l’acquisto di quei metalli che in passato hanno ricoperto e svolto egregiamente una funzione monetaria. In fondo questa è stata la mia principale raccomandazione da quando ho aperto il mio sito nel gennaio del 2002. Eppure ciò non basta.
Innanzitutto in questa difesa tutta privata del nostro capitale, ci sono ostacoli di non poco conto:

1) non possiamo utilizzare quei metalli acquisiti come mezzo di pagamento in uno scambio volontario, ci è vietato a causa del monopolio concesso alla banca centrale.
2) esiste nei confronti dei metalli un trattamento fiscale penalizzante, il capital gain da pagare al momento della rivendita, e addirittura nel caso dell'argento, l’iva da pagare subito al momento dell'acquisto!
3) corriamo sempre il rischio che i metalli possano venire confiscati come venne fatto con l'oro nel corso del XX secolo, siano essi in nostro diretto possesso o allocati presso aziende che offrono servizi di deposito.

Il nostro obiettivo di persone davvero libere dovrebbe essere quello di poter tornare ad operare in un regime di libero scambio tanto nella produzione quanto nella scelta del mezzo di pagamento. Dovremmo mirare all’eliminazione totale e permanente du tutti questi ostacoli che di fatto penalizzano non solo il ritorno a una moneta sana, ma anche la difesa privata dei nostri
risparmi.

Il Free Competition in Currency ACT di Ron Paul

Negli Stati Uniti Ron Paul sta perseguendo l’obiettivo di restaurare una moneta sana. Il suo Free Competition in Currency Act si articola secondo i seguenti tre punti:

1) Eliminare il monopolio, cioè la coercizione ad utilizzare il denaro di Stato a un prezzo prefissato.
Il governo dovrebbe continuare a produrre moneta solo come un competitore tra molti. Il denaro deve poter rispondere alle esigenze degli attori economici. Esso è il più importante regolatore del meccanismo di mercato e in quanto tale deve essere a sua volta regolato dal processo di mercato! Non escluso! Se la gente fosse libera di rifiutare il denaro soggetto a continuo svilimento, chiedendo al suo posto una moneta sana, la famosa legge di Gresham
funzionerebbe al contrario: a sparire dalla circolazione sarebbe la moneta cattiva.
2) Liberalizzare il conio privato rimuovendo anche ogni barriera di entrata all’industria bancaria. Ovviamente a protezione del consumatore, come in ogni altro settore, ci sarebbero leggi ancora più severe contro la frode e la falsificazione.
3) Eliminare tutti i capital gains, nonché le tasse sulla compravendita di metalli.

La Soluzione di Huerta de Soto

A mio avviso, da studioso dell’economia austriaca e da libertario, il problema riguarda però anche un altro aspetto: la questione della riserva frazionaria delle banche, riconducibile a una legislazione che per diversi secoli ha concesso alle banche stesse un privilegio unico e del tutto speciale.
Il problema è di tornare a distinguere con chiarezza tra contratto di deposito e contratto di prestito, due contratti ben differenti fusi da troppo tempo in un unico aborto giuridico pregiudizievole ai fini di un corretto e onesto esercizio del credito.
Anche un sistema di Free Banking fondato sulla riserva frazionaria, peraltro esperienza storica già vissuta prima del XX secolo, finisce inevitabilmente con il creare dal nulla credito in eccesso, con conseguenti malinvestments, ciclo economico di espansione e crisi, nonché le finali corse allo sportello che scatenano nel settore tutta una serie di fallimenti a catena.
L’approccio del Prof. Huerta de Soto autore di Dinero, Credito Bancario Y Cyclos Economicos, teso a rimuovere la riserva frazionaria, si articola intorno ai seguenti tre punti:

1) L’obbligo del 100% di riserva bancaria, misura che finalmente chiudebbe il capitolo aperto dalla legge di Peel del 1844, che negli UK aveva imposto la copertura totale in oro delle banconote ma non delle scritture contabili denominate depositi bancari.
Il sistema di riserva 100% è anche l’unica soluzione coerente con una piena difesa dei diritti di proprietà che sono alla base del sistema di mercato e di libero scambio. In Inghilterra i parlamentari Douglas - Parker hanno presentato un progetto di legge per riformare il sistema bancario in questa direzione. Molto probabilmente sarà rigettato, ma sappiamo almeno che in
Inghilterra la questione è arrivata ai vertici, mentre in Italia non c’è un singolo economista o politico che parli apertamente della questione.
2) L’eliminazione della banca centrale, resa inutile dal 100% di riserva.
La banca centrale è dannosa in tutte le sue azioni da pianificatore centrale e gestore di un cartello oligopolistico che tendenzialmente privilegia le grosse aziende e le lobbies a scapito della piccola media imprenditoria.
3) L’emissione della base monetaria prodotta da privati in competizione tra di loro. 
Il potere di emettere moneta è fatalmente seducente e pertanto non può essere lasciato in mano al monopolista terroriale della violenza, né a un suo stretto alleato. Esso va restituito al mercato!
Non c’è dubbio che lasciando al mercato la possibilità di poter produrre moneta anche in forma di gettoni, biglietti di carta o scritture contabili, basate su vaghe promesse di beni reali futuri, gli utenti finiranno con lo scegliere le forme monetarie più affidabili e sicure, coperte al 100% da beni reali già esistenti e tendenzialmente molto scarsi.

Il Costitutional Tender Act

Sia l’approccio di Huerta che quello di Ron Paul, sono approcci realizzabili solo nell'ipotesi di poter arrivare al cuore del sistema per cambiarlo dall’alto. Negli USA questi tentativi sono sempre falliti. E personalmente non vedo molte più chance nell’ambito della comunità Europea.
Tuttavia, c’è un altro approccio che in USA sta funzionando: il cosiddetto Constitutional Tender Act. Viene definito dai suoi sostenitori come un approccio Bottom Up e ha l’obiettivo di riuscire ad abbattere il monopolio della FED senza neanche dover chiamare in causa la costituzionalità
stessa della banca centrale americana, tentativo in passato sempre fallito. Tale approccio si fonda sulla possibilità effettiva di poter reintrodurre nei singoli stati membri il dettato costituzionale americano, nello specifico Articolo 1, Sezione 10, che vieta espressamente agli Stati membri di
accettare come pagamento ad estinzione totale del debito qualunque forma di denaro tranne oro e argento.
Questo approccio decentralizzato per adesso ha ottenuto il primo successo in Utah lo scorso 25 marzo. Nel Montana la legge invece non è passata. Molti sono gli Stati che si stanno muovendo per cercare di reintrodurre l’obbligo di pagare le tasse in oro e argento. In ultima analisi questo obbligo spingerà le imprese ad aprire dei conti in oro per farsi pagare in moneta sonante, e a
cascata spingerà tutti gli attori economici a rifiutare la moneta cattiva per utilizzare quella buona.
E' una iniziativa da seguire e sostenere perchè potrebbe essere il primo passo verso la demolizione del monopolio della Federal Reserve sul dollaro.
A differenza della realtà europea, ancora intellettualmente asfittica, le persone che negli USA hanno riconosciuto il pericolo della spirale distruttiva alimentata dal dollaro FIAT gestito dalla FED sono numerosissime. Esse stanno muovendosi attivamente per correre ai ripari in maniera preventiva, anzi che doversi confrontare solo successivamente all’emersione del danno. Queste
sono le intenzioni espressamente dichiarate in Utah, mentre in Georgia, un altro Stato nel quale si sta cercando di proporre la legge, si è giunti alla consapevolezza "che una moneta sana e fondata costituzionalmente è essenziale per la vita dei propri cittadini, la stabilità e la crescita economica dello Stato."

Risultati e Prospettive

Ammesso che la moneta sana e onesta non può che essere moneta merce, gli scettici abbindolati da cento anni di moneta FIAT, non pensino che reintrodurre oro e argento nel sistema significhi necessariamente andare in giro con le saccocce piene di metallo, pesanti e tintinnanti. A parte
che l’euro ci ha stracaricati di monetine di bassa lega e presto anche negli USA elimineranno il dollaro di carta per passare al dollaro in vile metallo, si tenga presente che la banconota rimane pur sempre un valido mezzo di pagamento purchè si torni a dichiararla sostanzialmente: “pagabile a vista al portatore”!
Con una moneta merce, non sparirebbero neanche le carte di credito, o i bancomat, tutte le innovazioni più recenti rimarrebbero in uso e verrebbero probabilmente migliorate: il totale regime di monopolio della moneta non solamente ci ha privato di una moneta sana e onesta ma anche di tutti quei processi e idee tramite le quali il mercato avrebbe scoperto altri metodi di
produzione, offerta e utilizzo del denaro, sicuramente migliori rispetto a quelli esistenti oggi.
Già adesso, la digitalizzazione e l’informatica permettono l’utilizzo di oro e argento sia per i micro pagamenti sia per le transazioni complesse, in uso tanto universale quanto locale. Si pensi al non dover più cambiare i propri euro in dollari, o in yen, o in qualunque altra valuta, ma alla possibilità invece di utilizzare il proprio conto oro in qualunque parte del mondo e con qualunque partner commerciale internazionale, senza dover pagare alcuna commissione di
cambio. Si pensi anche alla possibilità di poter scegliere liberamente l’allocazione fisica del proprio conto in metalli presso quei paesi dove la proprietà gode delle migliori garanzie, dove essa viene protetta, salvaguardata, rispettata e difesa.
Non solo, un domani la stessa informatica potrebbe offrire nuove forme monetarie basate su altre merci, denaro sempre e comunque coperto da beni reali o prodotti altamente valorizzati e desiderati dall’individuo.
La moneta FIAT non ha niente di reale dietro di sé, solo tanta fiducia che va scemando e tante promesse che vanno aumetando. In ultima analisi essa si basa su una promessa immorale, sempre più vana oltre che ingiusta: la promessa dello Stato di poter confiscare con la forza e la violenza la futura produzione di reddito dei propri cittadini, anche quelli che devono ancora
nascere.
Gli americani oltre ad avere una finestra costituzionale che permette loro di attaccare dal basso il sistema della FED e del dollaro, hanno anche sviluppato una imprenditoria già ben orientata a cogliere le opportunità del futuro. Si guardi ad esempio la rivista Digital Gold Money per capire come alla fine, nonostante tutto, la funzione imprenditoriale riesce sempre a far riemergere le
idee oneste, a proporre le riforme necessarie, a reindirizzare la società verso la giusta direzione.
Non ho dubbi che la rivoluzione partirà dagli Stati Uniti, possibilmente anche da un suo eventuale disgregamento e da una successiva ricostituzione su basi più sane. Di fatto il Nord America resta ancora oggi il faro della civilizzazione attorno al quale l’imprenditore più creativo e innovativo riesce a trovare il terreno più fertile per sviluppare e far crescere le proprie idee.

Italia ed Europa
Dobbiamo adesso capire cosa poter fare in Italia e in Europa.
Il problema è che in Italia non abbiamo alcuna protezione costituzionale, la parola moneta è citata solo nell' Art. 117

"Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:" ....
"Moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari"…

mentre come ben sappiamo l'articolo 47 recita:

"La repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme, disciplina coordina e controlla l’esercizio del credito".

deo gratis non oso pensare cosa sarebbe successo in questo paese senza la protezione costituzionale del risparmio finito quasi tutto nel buco nero del debito pubblico. Per il resto la pianificazione centrale di matrice socialista in materia di moneta e credito è prevista e garantita già a livello costituzionale. Non abbiamo speranze se non attendere il crack up boom oppure cercare rifugio all'estero!
Vediamo quindi la bozza della costituzione europea, o perlomeno quella mappazza di qualche centinaio di pagine che forse nessuno, tranne i burocrati che l’hanno elaborata, ha ancora avuto il coraggio di leggersi.

L’articolo I-8 recita:

The currency of the Union shall be the euro.
 
Ovvero la valuta dell'Unione è l'Euro. Punto. La valuta. La moneta è qualcosa oramai di preistorico per i burocrati di Bruxell. Il denaro nasce come valuta, come carta fondata sul nulla. Punto.
Mentre per quel che riguarda la proprietà all'articolo II-77 si legge:

The use of property may be regulated by law insofar as is necessary for the general interest.

ovvero l'uso della proprietà, quando necessario, potrebbe essere regolato dalla legge per perseguire l’interesse generale. Ovviamente chi stabilisce l'interesse generale sono i burocrati socialisti di Bruxell, quindi anche qua nessuna speranza. Dimentichiamoci di poterci riprendere la proprietà del denaro nell’ambito della comunità europea, a meno che essa non fracassi su se
stessa insieme all’Euro, cosa che peraltro sembra oramai inevitabile.
Non ci resta che guardare ai quei due paesi considerati Europa ma sfuggiti per ora al centralismo burocratico e soffocante della grande URSE (Unione Repubbliche Socialiste Europee). Il processo di rifondazione monetaria su basi sane non potrà che ripartire in qualche modo o dall'Inghilterra o dalla Svizzera. Considerato che in Svizzera è possibile modificare la costituzione tramite ricorso a referendum popolare non c'è dubbio che al momento le speranze
migliori per sfuggire alla Tragedia dell'Euro riposino sulle iniziative della confederazione elvetica.

Auspici e Conclusioni
Il mio auspicio qua, oggi, è quello di cominciare seriamente a confrontarci sia per unire le forze sia per capire nelle diversità europee come e dove trovare una backdoor in grado di accogliere quelle idee e quelle riforme che un giorno riusciranno a cambiare il sistema obsoleto costituito dalla moneta di Stato, un sistema ormai prossimo alla fine.
Tutta la legislazione europea così come è stata impostata impedisce di fatto qualunque mercato competitivo del denaro. Tuttavia le forze della globalizzazione alimentate dalla rivoluzione tecnologica e dal web, una eventuale rivoluzione monetaria oltreoceano, e la prossima crisi che
potrebbe inghiottire diversi paesi dell'area Euro, potrebbero abbattere le resistenze opposte dai burocrati e aprire le porte, anche qua in Europa, per una riforma monetaria e bancaria orientata nella giusta direzione.
A tal fine, dobbiamo essere sempre pronti a cogliere le opportunità che si presenteranno di modo da poter sfruttare i cambiamenti a nostro favore. In tal senso abbiamo la necessità di avere qualcuno nei nostri parlamenti così come gli inglesi hanno Douglas e Parker, di avere qualcuno nelle commissioni istituzionali così come gli americani hanno Ron Paul, di avere
qualcuno nell’accademia così come gli spagnoli hanno Huerta de Soto.
Serve anche un insieme di imprese che al di là della competizione reciproca possa unire le forze per cercare di competere in maniera compatta contro il denaro di Stato. La Svizzera come Stato esterno all’euro potrebbe rappresentare effettivamente la base di partenza per avviare un reale
processo competitivo nei confronti dell'euro.
Il progetto del Franco Svizzero Aureo presentato prima di me da Thomas Jacob è la prima seria iniziativa per reintrodurre una moneta sana nel continente europeo. Ad essa, sia in caso di successo sia di insuccesso, dovranno seguire altre proposte e altri progetti, studiati e perfezionati secondo i punti ben esaminati dai vari Ron Paul e Huerta de Soto.
Per quanto riguarda l'imprenditoria, in Svizzera ci sono già diverse aziende che a quanto pare offrono ottimi servizi per quel che riguarda l'acquisto, la vendita, e il deposito di oro e argento, ma è necessario poter avere una qualche garanzia costituzionale che renda questa protezione
assoluta anche nei confronti dei cittadini stranieri che vogliano cercare di difendersi dalla confisca inflazionistica operata nei rispettivi paesi di appartenenza.
Purtroppo gli Stati che a livello globale stanno distruggendo l'istituzione sociale chiamata denaro hanno tutto l'interesse a non lasciare alcuna via di fuga ai loro cittadini. Sono ben organizzati in un cartello solido e compatto, mirato a reprimere qualunque concorrenza, qualunque forma di
apertura verso il cambiamento iniziata dai paesi più liberi e indipendenti. I rifugi disponibili devono essere pochi e soprattutto devono rimanere solo alla portata delle tasche dei pochi amici
diventati ricchi attraverso privilegi, politiche economiche, commesse, appalti, favoritismi, clientelismi e quant'altro. Il cittadino medio non deve avere possibilità di fuga. Eventualmente sarà trascinato nella tragedia monetaria fino in fondo. Questo è ciò che è sempre accaduto nel passato e che ahimè è destinato a ripetersi.
Per evitare di farsi trascinare in massa dentro questo baratro che oramai si è aperto con la crisi del 2008 è necessario diffondere la cultura adeguata, è necessario cercare di rimuovere l’ignoranza sulla questione monetaria che viene continuamente agevolata e diffusa non solo dai diretti interessati, ma anche da diverse frange di ciarlatani i quali, privi di qualunqua cultura
economica e monetaria, creano ancora più confusionismo sulla materia.
C'è chi parla di rimettere la stampante monetaria in seno allo stato così da risolvere il "finto" problema del debito, chi parla di riempire il mondo con altri coriandoli basati su quelli già esistenti emessi dalle banche centrali, chi addirittura pensa di poter gestire la società dall'alto rimuovendo definitivamente la necessità del ricorso al denaro e al credito senza i quali
l'avanzamento della civilizzazione e il benessere di cui godiamo oggigiorno sarebbero stati irragiungibili.
Ricordatevi e cercate di fare capire a tutti quelli che vi circondano che l'ignoranza monetaria non porta alla beatitudine, essa è l’essenza, la radice della nostra distruzione e della nostra miseria. Il futuro di ogni società civilizzata dipende dalla qualità di ciò che viene usato come denaro.
Quando il denaro viene corrotto, inevitabilmente si corrompono anche i costumi e l'etica della società in cui esso circola. Quando infine il denaro muore, anche la gente muore.
La possibilità di poter scegliere il denaro che più ci aggrada a questo punto non è più solamente una scelta di libertà, ma è soprattutto una scelta obbligata per tornare a dare alla nostra e alle prossime generazioni un futuro di prosperità e benessere.

Grazie a tutti
Francesco Carbone
USEMLAB
Economia e Mercati

n.b. il testo e´anche possibile scaricarlo in formato pdf cliccando qui

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